giovedì 13 dicembre 2012

Verdi15 Occupata sta con Zero81


La Verdi Quindici Occupata al fianco di Zero81.
A Torino come a Napoli: strike again!

Sono due anni che ci provano, ma soprattutto sono due anni di occupazione dello Zero81 di Napoli. Mercoledì 12 dicembre l'Università Orientale e la questura hanno sgomberato lo spazio mentre i compagni e le compagne erano impegnati in un importante momento di lotta a Giuliano, per partecipare al corteo antifascista convocato dagli studenti e dalle studentesse della provincia napoletana.

Un'azione, quella dello sgombero, velleitaria e volgare: come se Zero si possa annullare con un catenaccio legato alla porta, con un furto di arance e con un imbruttimento stilistico delle stanze. Solo dei miserabili possono pensare che questo possa servire per fermare un progetto politico e sociale come Zero81, in tutta l'estensione universitaria e metropolitana che è stato capace di assumere e condurre a partire da via Banchi Nuovi 10.

Come Verdi Quindici Occupata di Torino diventa superfluo far arrivare la nostra indubbia solidarietà, anche perché lo spazio di Zero81 ha ripreso immediatamente vita con una rioccupazione necessaria e indispensabile. Riteniamo invece importante rinnovare l'appoggio e la complicità politica per una progettualità dentro e contro l'Università e la città della crisi. Il metodo sporco dello sgombero è lo stesso adoperato il 30 ottobre a Torino in via Verdi 15, l'urgenza politica della rioccupazione è identica a quella che ci ha permesso di conquistare altri due spazi occupati, la Verdi Quindici e la Verdi Lab.

Le dimensioni della crisi, dell'abbrutimento amministrativo e della decadenza accademica sono le ragioni per le quali è fondamentale continuare a lottare, a battersi per una concezione differente del sapere e della formazione, rovesciando attraverso la forza e la critica un'idea di Università e di città che è in antitesi a quello che, giorno dopo giorno, proviamo tenacemente a costruire sui nostri territori.

A due anni dal meraviglioso boato di piazza del Popolo a Roma, tappa fondamentale per la generazione zero contro la crisi, a due anni dall'occupazione degli spazi di via Banchi Nuovi a Napoli, impegno soggettivo figlio del ciclo di lotta contro la Riforma Gelmini e il governo Berlusconi... lunga vita a Zero81, again!

Verdi Quindici Occupata

mercoledì 5 dicembre 2012

CACCIA AI RESPONSABILI #2: INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO DEL POLITECNICO

Oggi, 5 dicembre, si inaugura il Politecnico con la presenza di Cota e Fassino. Cota, il tagliatore delle borse di studio, e Fassino, lo svenditore di Torino. A proteggerli il solito cordone di polizia e le solite cariche di chi difende tutti i giorni quei personaggi che distruggono diritto allo studio, dirito alla salute, diritto al reddito. Noi studenti e lavoratori prima ci siamo ripresi il cortile che era stato militarizzato, poi, dopo un'assemblea partecipatissima e dopo aver rifiutato di far entrare una ristretta delegazione, abbiamo provato ad entrare nell'aula magna. Respinti da violente cariche, alcuni studenti si sono intrufolati nell'ateneo ed hanno esposto uno striscione "Basta tagli e precarietà! Politici e padroni fuori dall'università!"


 VIDEO DELLE CARICHE DELLA POLIZIA CONTRO STUDENTI/ESSE E LAVORATORI E LAVORATRICI

martedì 4 dicembre 2012

CACCIA AI RESPONSABILI #1: COTA, TAGLIA IL TAV E DACCI I SOLDI PER LE BORSE!

Oggi gli studenti e le studentesse della Verdi 15 Occupata hanno proseguito la campagna, inaugurata ieri con l’assemblea studentesca a Palazzo Nuovo, della settimana in movimento: abbiamo contestato il Presidente della Regione Cota, fautore della progressiva estinzione di  un diritto allo studio, ormai relegato all’inferno della meritocrazia e subalterno ai diktat della finanza.
Partiti da Piazza Castello ci siamo spostati in corteo all’incrocio del Verdi Lab, nei pressi della Mole (sfondo, sulla falsa riga dell’incontro che ieri ha visto Monti-Hollande celebrare il Tav, dell’ennesimo macabro siparietto): zona prepotentemente militarizzata a difesa del carnefice ed esecutore di una politica regionale che taglia l’80% dei fondi per il welfare studentesco nonché entusiasta promotore del Tav; punti nevralgici sui quali la Verdi 15 ha costantemente alimentato ed evidenziato la sua progettualità politica di estraneità ed avversione, ed oggi lo abbiamo ribadito e urlato, a ridosso delle ridicole misure cautelari subite dai/dalle compagn* privati della loro libertà di dissenso,ma consci  dell’irriducibilità che comunità in lotta come la Verdi 15 il Movimento No Tav continueranno a dimostrare.
Questa mattina davanti gli scudi della celere a protezione del potere che latita, che si nasconde, le nostre denunce, i nostri cori hanno focalizzato chiaramente le nostre controparti, i nostri nemici, e prima che li raggiunga il nostro eco, saremo già davanti alle loro porte…come abbiamo sempre fatto.
La Verdi 15 Occupata ha concluso la mattina di mobilitazione davanti Palazzo Nuovo, dove ci si è dati appuntamento per le prossime tappe della settimana in movimento contro crisi e austerità… verso il #6D!

Verdi 15 Occupata

lunedì 3 dicembre 2012

ASSEMBLEA STUDENTESCA #3DICEMBRE H14.00@PalazzoNuovo

Dopo il #14N, andiamo dritti e determinati verso il #6D, la prossima giornata di mobilitazione degli studenti e delle studentesse, indetta dalle scuole occupate e dalle facoltà in agitazione.
Sarà un percorso da condividere e vivere assieme, per questo pensiamo, come Verdi Quindici Occupata, sia importante farlo insieme, in un'assemblea universitaria a Palazzo Nuovo.

Il #4D, dopo gli arresti contro il movimento No Tav, dopo la carovana di Lione: andremo a chiedere conto dei tagli al loro responsabile, il p
residente Cota. Il #5D, il ministro Profumo inaugurerà l'anno accademico del Politecnico di Torino, insieme alla collega Fornero: saremo anche lì. Il #6D saremo ancora una volta in piazza contro la crisi e l'austerity, rispedendo al mittente le lettere dell'ex presidente della Bce Trichet, che sarà in rettorato e che troverà il nostro (non) benvenuto.

Come comunità Verdi Quindici, da realtà universitaria quale siamo, riteniamo fondamentale esserci. Ma pensiamo anche che non siamo i soli a pensarlo. Dunque, perchè la risposta a questi attacchi non sia parziale va costruita insieme. Vorremmo creare un momento di confronto tra tutti e tutte gli studenti e le studentesse che rifiutano la deriva politica che questi personaggi rappresentano.

Appuntamento per lunedì 3 dicembre, alle 14, nell'atrio di Palazzo Nuovo.

Tre giorni.
Tre controparti.
Tutti responsabili.
Andiamoli a prendere!

CACCIA AI RESPONSABILI!


AGGIORAMENTI SUL PROFILO FB

La Verdi Quindici Occupata alla caccia dei reponsabili della crisi


La Verdi Quindici Occupata alla caccia dei reponsabili della crisi

Quando parliamo dei tagli al diritto allo studio, alle borse, dobbiamo essere ben chiari nel dire chi e quali sono i responsabili di queste politiche. Ormai da anni tutto il piano di welfare studentesco viene sostanzialmente smantellato e attaccato dalle politiche del rigore che vengono imposte al nostro paese. Le borse di studio sono ormai poco più che un'illusione, laddove quelle poche che ci sono, sono legate a criteri di merito assurdi e inadeguati a chiunque conduca una vita da studente ed ancora di più da studente che lavora.

In una Regione Piemonte sull'orlo della bancarotta, la crisi viene scaricata proprio su chi sta peggio, con tagli sostanziali alla sanità e all'istruzione, che garantisce a molti fuori sede e ad altrettanti studenti migranti e piemontesi di poter avere accesso all'università, di poter studiare per quanto in un mondo della formazione degradato e povero. Per di più a Torino, nella tanto decantata 'città dei giovani' che naufraga nel debito, ben poco è a modello di studente: i trasporti costano sempre più cari, l’accesso alla socialità è sempre più per pochi e sempre più normalizzato, il costo degli affitti è esasperante, e via di questo passo. Nella città-vetrina del Piemonte a pagare sono sempre i soliti, mentre una classe politica inadeguata fa concessioni alla fondazione Sanpaolo e alla Crt, costruisce grattacieli simboli del potere e del suo sfarzo, privatizza servizi pubblici per farli intascare a basso costo agli amici degli amici (vedi le ex-municipalizzate messe all’asta per la mancanza di un compratore) e spinge per la costruzione del Tav, grande opera inutile con i cui soldi si potrebbero coprire ben altri deficit nel campo del welfare e dei diritti.
Contro queste politiche si è sempre mossa la Verdi Quindici Occupata, e lo sgombero è stato figlio della paura che questa esperienza di comunità in lotta incute nei centri di potere di questa città. Ma con lo spirito con cui siamo tornati in piazza e abbiamo occupato due nuove strutture continueremo a individuare i responsabili di questa situazione. Senza dubbio tra questi troviamo Cota, presidente della Regione Piemonte, Fassino, sindaco di Torino, e Trabucco, presidente dellEdisu: tutti supini e conniventi delle politiche del taglio e promotori della dismissione di strutture e diritti; questi sono i volti di uno schieramento trasversale tra i partiti della corruzione, che ha creato la crisi e che ora vogliono farla pagare a noi.
Ma responsabili per antonomasia sono coloro che comandano ed indicano queste politiche: in primo luogo il governo Monti e i suoi ministri Fornero e Profumo che mercoledì saranno presenti all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico, ministri promotori delle forme di privatizzazione dell'università e della precarizzazione delle vite di tutti noi. Quel ministro Fornero che chiama choosy i giovani, che li definisce viziati, quel ministro Profumo che spalleggia un uso più pedante del bastone. Ma contesteremo anche Trichet, che sarà presente nel pomeriggio del 6 al Rettorato dell’Università di Torino: Trichet, ex presidente della Bce, colui che mandò la lettera al governo Berlusconi imponendo quelle misure restrittive e austere che oggi il governo dei professori applica con sagacia e violenza.

Siamo dal gennaio 2012 in movimento, alla continua ricerca dei responsabili di una crisi che non solo non vogliamo pagare ma che vogliamo rovesciare sul tavolo dei potenti, di chi comanda un'università, una Torino, una Regione, un paese, un'Europa nel segno del taglio e della speculazione, della distruzione e della miseria. Le nostre spazialità sono quelle della lotte, del rifiuto di una crisi e di un'austerità che riteniamo debba essere messa nel conto di chi fino ad oggi ha rubato e speculato e che vorrebbe farlo anche domani: noi glielo impediremo, per le strade, sotto i loro palazzi.

Verdi Quindici Occupata

martedì 27 novembre 2012

Saperi e Poteri nella Torino della crisi

È ripartito lunedì 26 novembre il ciclo de 'Il Sapere in Movimento', il progetto sui saperi della Verdi Quindici Occupata: l'abbiamo fatto con il dibattito che ha visto tra i vari partecipanti Angelo D'Orsi, docente di Scienze Politiche e Ugo Mattei, docente di Giurisprudenza. Un incontro incentrato su un tema che costituisce il nodo centrale del progetto che la Verdi Quindici sta portando avanti: la relazione tra il potere e la conoscenza, quindi le modalità con cui quest'ultima viene erogata da strutture pubbliche come l'Università e l'Edisu.

Attualmente assistiamo difatti a politiche di isolamento e separazione delle conoscenze, come ad esempio avviene tra le scienze cosiddette dure e le scienze morbide e gli studi umanistici, che nasconde la precisa volontà di costruire un sapere che non possa essere autocritico nei fini, ovvero verso le direzioni e gli scopi dalla ricerca, o con la continua specializzazione e parcellizzazione del sapere che impedisce una visione d'insieme; operando quindi la separazione delle parti sociali attraverso un accesso agli studi non garantito a tutti. Questo non costituisce per noi una novità. Da anni assistiamo allo smantellamento dell'Università, quindi all'emersione di una formazione sempre più inserita nelle logiche di mercato con l'ingresso dei privati nei consigli di amministrazione, il cui primo interesse diviene una produttività che deve rispettare ritmi serrati e criteri di vendita più che di conoscenza e critica.

Come ha ricordato D'Orsi citando il Gramsci, il ruolo della conoscenza è quello di smascherare le ideologie che fanno passare gli interessi di alcuni per interessi collettivi, vediamo il concetto stesso di sapere venire smantellato, trasformato in conoscenza sterile e nozionistica che impedisce un dialogo reale e organico tra le diverse parti sociali, perché solo laddove c'è consapevolezza delle dinamiche sociali, del contesto storico, degli interessi e dei meccanismi economici, ci può essere un fronte comune contro la crisi e le politiche che l'hanno generata. In questo contesto che s'inserisce il discorso di Università del Bene Comune di Mattei: un'Università che si vede inserita in un contesto sociale dal quale non risulti isolata, ma col quale sia pienamente intrecciata in un processo di formazione collettiva; un'università che rifiuta la concentrazione del potere decisionale e il principio di esclusione dalle politiche universitarie, nell'ottica in cui solo la condivisione e la creazione collettiva di un sapere critico può portare alla formazione di una società attiva e critica.

sabato 24 novembre 2012

Verdi15 RADDOPPIA (da 'Il Manifesto')


Riportiamo l'articolo di Luciano Del Sette sul progetto Verdi15Occupata, pubblicato questa mattina sulle pagine de 'Il Manifesto':

A Torino gli studenti sgomberati con la forza dalla residenza universitaria di via Verdi hanno rioccupato una ex scuola e un ex commissariato. Con loro anche stranieri in attesa di permesso di soggiorno. Siamo andati a trovarli mentre rimettono a posto e fanno rivivere i due edifici abbandonati
Piacerebbero, al ministro Fornero, i ragazzi di vicolo Benevello 4 e corso Farini 20, Torino, dintorni dell'Università? Di certo non sono choosy, schizzinosi, come la signora ebbe pubblicamente a rimproverare agli studenti in cerca di un futuro lavorativo. Loro, i ragazzi di via Benevello e corso Farini, nei locali di quelle che erano rispettivamente le scuole comunali San Carlo e il commissariato Dora - Vanchiglia, hanno fatto e stanno facendo i giardinieri, i muratori, gli imbianchini, gli idraulici, gli elettricisti, i cuochi. Dal mattino presto e finché c'è luce. Ma i ragazzi di vicolo Benevello e corso Farini, un centinaio in tutto, non piacerebbero al ministro Fornero, e nemmeno al ministro dell'Interno Cancellieri, e neppure al ministro dell'Istruzione Profumo. Perché sono quelli di Via Verdi15, sgomberati con la forza da polizia e carabinieri alla fine dell'ottobre scorso.
Breve riassunto. L'indirizzo corrisponde a una residenza studentesca dell'Edisu (Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario) del Piemonte. A inizio 2012, la residenza viene occupata da circa centocinquanta giovani tra gli ottomila cui la Regione del leghista Cota ha tagliato la borsa di studio per l'anno accademico in corso. Oltre agli italiani, ci sono stranieri provenienti dal Pakistan, dall'Africa, dal Maghreb, dall'Iran. Senza la borsa di studio non possono neppure pagarsi il permesso di soggiorno, e così rischiano di trasformarsi in clandestini. Trovare un lavoro di fortuna è impossibile, ricevere denaro da casa difficilissimo. E allora avere almeno un tetto sulla testa, poter contare sulla solidarietà e su piccoli aiuti, serve a tentare di sopravvivere. Ma Via Verdi 15 non è soltanto un letto e un piatto di pasta. Qui si organizzano corsi di lingua, cineforum, incontri; ci si ritrova per bere qualcosa nello spazio del bar, si viene a studiare insieme ai compagni di facoltà.

giovedì 22 novembre 2012

IL PROGETTO Verdi15Occupata

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Sono passate due settimane da quel martedì infame. Tutto quel che è successo abbiamo provato a raccontarlo con più chiarezza possibile. Del resto l'esperienza della Verdi 15 è, sul piano dei fatti, facilmente comprensibile. Dopo il taglio dell'80% delle risorse destinate all'Edisu da parte della Regione Piemonte di Roberto Cota - operazione in nessun modo ostacolata dal sindaco di Torino, Piero Fassino - più di 8000 studenti aventi diritto sono rimasti senza borsa di studio. Per molti questa decisione poteva significare l'abbandono degli studi, ma questo non è accaduto perché un composito gruppo di studenti che già da tempo denunciavano le gravi conseguenze che questa decisione avrebbe avuto, una volta esaurite le lacrime da versare sugli sportelli Edisu, hanno deciso di organizzarsi e agire. Così abbiamo occupato via Verdi 15, che era stata lasciata vuota mentre altri dalle residenze venivano sfrattati. Dal 13 gennaio viviamo e costruiamo un'alternativa all'Edisu e al sistema di cui fa parte, la Verdi 15 è 'molto più di una residenza!'.

Per questo lo sgombero non ci ha fermato. Per questo ci hanno levato uno spazio ma ne abbiamo presi altri due. Hanno provato a schiacciarci, ma non ascoltarci ancora una volta si è rivelato un errore. Hanno monitorato una presenza senza capirne la sostanza. Quello che la Verdi era, è oggi, e sarà, quel martedì mattina, gli è esploso tra le mani. L'edificio di via Verdi, architettonicamente si prestava a coniugare un'esigenza abitativa e sociale. Nè lo stabile in vicolo Benevello, nè quello in corso Farini possono assolvere pienamente alla stessa funzione; eppure in qualche modo lo fanno entrambi. La Verdi può esistere anche fuori dalle mura di via Verdi 15. Così quella di un quartiere popolare come Vanchiglia e di un luogo da riterritorializzare come vicolo Benevello sono la nostra occasione per misurarci con quella che è sempre stata la nostra convinzione. La Verdi 15 2.0, la immaginiamo come il sasso nella scarpa di un università lontana anni luce da come la vorremmo, un luogo di saperi liberi, condivisi e liberati. La Verdi 15 3.0 la pensiamo come uno spazio aperto e vissuto da un quartiere in cui oltre agli studenti è presente una composizione sociale meticcia e popolare.

Abbiamo un'urgenza: riprenderci il nostro futuro, garantirne uno a chi verrà dopo di noi. La nostra è una posizione politica, una scelta di vita. La articoliamo giorno per giorno con differenti linguaggi, vogliamo fare nostre più visioni possibili su ciò che ci circonda, moltiplicare gli sguardi e i punti prospettici. Comunque la s'interpreti questa scelta comprende sogni e idee che non abbiamo semplicemente assunto, ma scelto e indagato. Condivisione costante di beni inesauribili come le relazioni e le intelligenze, una vita che giorno per giorno nel riprendersi tempi e spazi rompe con l'esistente. La Verdi 15 2.0, da oggi 'Verdi Lab', e la Verdi 15 3.0, da oggi necessariamente 'Verdi 15': due luoghi liberati e ribelli a Torino. Luoghi di studenti e studentesse, bambini e bambine, lavoratrici e lavoratori, pensionati, cassintegrati, esodati, precari e precarie. Veniamo da tutto il paese, da altri paesi. Veniamo da tutto il mondo, viviamo qui e continueremo ad aprire le porte dei luoghi di questa città. Spazi fisici, come vicolo Benevello e corso Farini, e spazi di autodeterminazione, come l'assemblea della Verdi, aperta a tutti e tutte. Viviamo la città e questo territorio e ci sentiamo per questo assolutamente qualificati per deciderne. Del resto in questi dieci mesi di imperativi come sviluppo, crescita, sacrifici, ne abbiamo sentiti troppi, e ci siamo attrezzati per smascherarli. Ma questo foglio non è sufficiente, ora: a tutto dedicheremo i tempi e gli spazi che meritano, abbiamo ancora molto da imparare, nella lotta. Ad oggi però la nostra prima risposta è quello che vi abbiamo appena raccontato.

Verdi Quindici Occupata



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AGGRESSIONE FASCISTA A TRENTO. Solidarietà della Verdi15Occupata a studenti e studentesse

Dopo esser venuti a conoscenza dell'aggressione fascita avvenuta nella Facoltà di Sociologia di Trento, noi della Verdi 15 abbiamo sentito il dovere di portare solidarietà ai compagni e alle compagne di Trento, con cui abbiamo condiviso lotte ed esperienze dall'università alla valsusa. Lo facciamo in quanto studenti e studentesse e antifascisti e antifasciste convinti/e.
Sempre più frequentemente episodi di questo genere si verificano negli atenei e nelle strade, triste è che il più delle volte vengano taciuti, e dunque supportati, da istituzioni e media mainstream. Noi di questo silenzio non vogliamo essere complici. 
Se pensano di intimidirci con questi atti squadristi sbagliano. 
Non permetteremo loro di muoversi indisturbati nelle università e nelle città.
Fuori i fascisti dalle scuole e dalle università, fuori il fascismo dalle nostre vite!
Mandiamo appoggio e affetto ai compagni e alle compagne di Trento. 

Sempre al vostro fianco nella lotta!

Verdi15Occupata

venerdì 16 novembre 2012

DALLA VERDI15 SUL #14N

Contro il governo delle polizie. La complicità della Verdi Quindici Occupata

Le piazze del 14N, in Italia come in Europa, hanno disegnato un filo rosso capace di assumere dimensioni potenti, tanto da togliere qualche ora di sonno a chi governa nei tempi dell'austerity. Piazze che sono state attraversate da composizioni diverse ed eterogenee che però nel complesso condividevano un rifiuto conclamato dei meccanismi di pacificazione tentati da chi voleva una protesta composta e silenziosa: tutta l’Europa ha visto le prime sperimentazioni di costruzione di conflitto su un piano che superava la rappresentazione e che nel riversarsi sui territori si faceva collettore e megafono di esigenze reali. Le mobilitazioni in tutto il Sud Europa hanno parlato il linguaggio di una composizione giovanile molto forte, nelle sue varie declinazioni, di alcune figure del lavoro tradizionale che di fronte a un impoverimento costante e violento si sono messe in movimento, di un consenso sempre maggiore verso chi pratica forme di incompatibilità con una vera e propria metamorfosi del concetto di sciopero generale.

I cortei nel nostro paese ci hanno testimoniato anche l'ennesima rottura tra il ceto politico dei sindacati e una generazione di giovani appesi tra la disoccupazione e la precarietà permanente. Una generazione motore e collettore di un malcontento ben più diffuso che vede le prime tenere ed insufficienti forme di attivazione e partecipazione. La risposta dei governi a queste mobilitazioni è stata chiara ed evidente e va ancora di più ad approfondire quella scollatura tra la politica e la gente laddove l'ordine pubblico sopperisce a un vuoto politico istituzionale. La 'terapia d’urto' vorrebbe essere in qualche modo il deterrente per evitare rovesciamenti di campo, e infatti in Italia quanto in Spagna e Portogallo, a Torino come a Roma Napoli e Brescia chi contesta le politiche del debito, chi fuoriesce dalla rappresentazione della protesta comoda e quadrata utile per le prossime elezioni ha avuto come unica risposta manganelli, camionette, idranti e lacrimogeni.

mercoledì 14 novembre 2012



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VERDI 15 3.0
Uno sgombero non ci ferma, ci moltiplica!

Quel martedì 30 ottobre ce lo ricorderemo sempre: la violenza dell'irruzione delle forze dell'ordine in via Verdi 15, il sorriso plastico del presidente dell'Edisu Umberto Trabucco nel cortile, le esternazioni sornione di tutta casta politica del Comune di Torino e della Regione Piemonte sulle agenzie di stampa; lo sgombero della Verdi 15 Occupata. Con la rabbia nel cuore per uno spazio sociale rubato e con l'adrenalina nelle vene per una battaglia da proseguire lo gridammo immediatamente: chi pensa di aver vinto è un illuso che non ha capito contro chi sta alimentando conflitto. 'La Verdi Quindici Resiste: non è finita qua, ci riprendiamo la città!': chi pensa che le parole siano un esercizio di stile non ha capito - ancora - che cos'è la Verdi Quindici. Non scriviamo su pezzi di stoffa per allenare la nostra dialettica sloganistica; tutti debbono sempre prenderci in parola. L'abbiamo fatto e lo rifaremo ancora: ci riprendiamo tutto, oggi conquistiamo un altro spazio sociale, perchè la Verdi Quindici Occupata ama scommettere sul futuro, delle lotte e delle nostre vite. Oggi raddoppiamo!

Chi ha esortato, ordinato e comandato lo sgombero, pensando che quello fosse la soluzione per togliersi dai piedi la Verdi Quindici Occupata ha sbagliato clamorosamente. Così facendo ha restituito nuova e ulteriore linfa a un progetto politico che nell'antagonismo alle ingiustizie e alle privazioni trova la sua ragione costituente. Così facendo, oggi, a Torino, di Verdi Quindici Occupate ce ne sono due. Al ministero degli Interni come in Questura, al Comune come in Regione, all'Università come all'Edisu, ognuno faccia le sue valutazioni, che sono lontane e nemiche delle nostre, sapendo però della straordinarietà di una comunità in lotta - il collettivo della Verdi Quindici - così come della sua determinazione: avvertiamo con un 'guai a chi ci tocca' perchè chi lo fa si brucia. La Verdi Quindici Occupata è un progetto studentesco nato nella lotta contro i tagli al diritto allo studio dell'Edisu, della Regione Piemonte. In quasi un anno di vita siamo cresciuti e maturati, insieme, e sempre insieme abbiamo imboccato un percorso collettivo di battaglia: contro un Governo dei professori che impone sacrifici e austerità, contro un Comune che magnifica una città - la nostra - che sta mandando in bancarotta, contro un'Università che loda un diritto - allo studio - che poi smantella, contro una Regione che si fa rappresentante di una classe politica che taglia i bilanci e ruba i nostri soldi. Mentre si cacciano gli studenti per la strada perchè ritenuti 'non meritevoli', si architettano ddl contro la corruzione che sono mosche negli occhi: chi comanda è la corruzione, la rappresentanza di un sistema corrotto, che non conosce colori o schieramenti di partito; chi specula è il parassita, la rappresentanza del gioco del profitto, che si chiami Compagnia o Intesa Sanpaolo niente cambia nella fisionomia del mazziere.

Oggi, nella giornata di sciopero generale europeo contro la crisi e l'austerity, all'incasso passiamo noi. Occupiamo un altro stabile perchè la Verdi Quindici Occupata ha necessità di altro spazio e altre energie per un progetto politico che nello sgombero ha rinvenuto ulteriori ragioni per lottare, contro politicanti e speculatori, uscendo rafforzata in partecipazione e forza per combattere altre battaglie ancora. Se la memoria è un ingranaggio collettivo, dobbiamo trasformare ciò in realtà: non ci dimentichiamo di via Verdi 15, oggi vuota e desolata, in balia di promesse di ristrutturazione e di appetiti privatizzanti - ma lo sgombero non era per la restituzione della residenza agli 'studenti bisognosi'?; siamo a conoscenza delle mire dell'impresa MoleCentocinquanta sullo stabile di vicolo Benevello 4, che preventiva appartamenti di lusso nel centro del quartiere universitario - ma Torino non doveva essere la città universitaria a misura di studente? Ma qual'è il progetto di quartiere dell'Università, del Comune e della Regione?! Noi, la vostra idea di città e di università la rifiutiamo, oggi ne conquistiamo un altro pezzo. L'avevamo detto e l'abbiamo fatto e lo faremo ancora: ci riprendiamo tutto, la Verdi Quindici raddoppia!

Invitiamo tutte e tutti a visitare il nuovo spazio di corso Luigi Farini 20!

Verdi Quindici Occupata
  VERDI 15 OCCUPATA SEMPRE IN AGGIORNAMENTO:                            
  VERSIONE 3.0

Torino, #14Novembre
H15.00
Dopo l'esproprio di scrivanie e sedie dall'interno della sede della Provincia, una nuova occupazione da parte degli studenti e della studentesse della Verdi15. Uno stabile, ex commissariato di vigili ormai abbandonato e lasciato a se stesso da anni, è da oggi la sede della Verdi15 3.0, in Corso Farini 20.
La Verdi15 2.0 in Vicolo Benevello 4, non poteva soddisfare a pieno le esigenze della comunità della Verdi, che è fatta di tante persone e di tante esperienze. Dai laboratori di lingua, alla palestra popolare, allo spazio espositivo e tanto altro che abbiamo già provato a raccontare. Questa nuova struttura che saprà dare sicuramente una diversa proposta abitativa agli studenti e alle studentesse che dopo lo sgombero della residenza universitaria si sono trovati per strada, inoltre aprendo questo spazio una casa la trovano anche le attività che in Vicolo Benevello stavano strette. Nel frattempo la Verdi15 2.0 resta occupata, spazio di saperi in movimento a due passi da quell'università che non ci appartiene. Oggi apriamo un altro luogo e anche qui metteremo in pratica la nostra alternativa.
VERDI15 IN TUTTA LA CITTà!

ALLE H18.00 ASSEMBLEA in CORSO FARINI 20
Verdi15 Occupata  



Di seguito alcuni link che raccontano la giornata di oggi:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/torino-scontri-tra-studenti-e-polizia/210864/



sabato 10 novembre 2012

Sui danni alla Verdi15Occupata e borse di studio mancate: alcune doverose precisazioni


Alcune pagine della cronaca torinese titolavano ieri che per riparare i danni causati durante l’occupazione della Verdi15, l’Edisu stanzierà 150.000 euro, altrimenti destinati al finanziamento di 50 borse di studio; a sostenerlo è un giovane consigliere di amministrazione dell’Edisu eletto per la Lega Nord.
Ci sembra importante fare alcune precisazioni per smentire quest’affermazione, assolutamente falsa e tendenziosa.
Innanzitutto la questione dei fondi destinati a coprire i ‘danni’: come spiegato da uno dei rappresentanti degli studenti nel Cda dell’Edisu, i 150.000 euro di cui si parla fanno parte di un fondo per spese speciali di cui ogni ente deve dotarsi e che nel caso dell’Edisu sono stati destinati all’operazione di sgombero manu militari del 30 ottobre e alla resa inagibile dell’edificio.
Quei soldi, quindi, non sarebbero mai stati destinati a finanziare delle borse di studio!
E’ veramente triste il tentativo di salvarsi la faccia da parte della Lega Nord, responsabile, grazie a tagli pesantissimi, della dismissione del diritto allo studio sul territorio Piemontese: prima lasciano 8000 studenti senza la borsa, dichiarando che il diritto allo studio non è una priorità nell’agenda regionale, e poi cercano di addossare la responsabilità di 50 borse mancate a chi allo smantellamento del diritto allo studio ha dato risposte concrete e reali con l’occupazione della residenza Verdi.

venerdì 9 novembre 2012

Il movimento No Tav sta con la Verdi 15 Occupata, la Verdi 15 Occupata sta con il movimento No Tav!


Pubblichiamo il comunicato di solidarietà con la Verdi 15 Occupata del Movimento NO TAV, giuntoci oggi a poihe ore dalla nuova occupazione di vicolo Benevello 4, e la nostra risposta che vuol essere sia un ringraziamento per la solidarietà dimostrataci che, sopratutto, espressione della nostra volontà di rilanciare ad appuntamenti di lotta futuri, in valle come in città!
 A sarà düra, per loro! 
  
La Residenza Universitaria Occupata Verdi 15 è stata sgomberata dalla polizia a Torino, e in seguito allo sgombero, gli studenti e le studentesse che giustamente protestavano, sono stati caricati e feriti dalle forze dell'ordine. Scopriamo senza troppa sorpresa che lo sgombero della Verdi è uno sgombero politico, non esistono nè fondi nè progetti, per uno stabile che ha ripreso vita e il suo uso sociale solo grazie all'impegno dei giovani. Si tratta di uno studentato con 200 posti letto, destinato a studenti meritevoli di borsa di studio, che l’Edisu aveva chiuso lo scorso anno a causa dei tagli all’Università, e che gli studenti, ritrovatisi senza un tetto da un giorno all’altro, avevano mantenuto aperto e autiogestito fino ad oggi.

Il caso della Verdi 15 è un esempio chiaro delle assurde politiche di questi governi, che sprecano milioni di euro per le grandi opere di devastazione e tolgono risorse all’istruzione e al futuro dei giovani, contro cui il movimento notav si batte da sempre. Ci sembra quindi naturale dare la nostra solidarietà concreta alle studentesse e agli studenti della Verdi 15, che abbiamo conosciuto lungo il nostro percorso di lotte, qui in Valle e in città. Il progetto tav da solo fagocita miliardi di euro di soldi pubblici che vengono tolti ogni giorno all’istruzione, alla sanità, ai servizi, agli investimenti utili. Per questo anche il Movimento No Tav  "sta con la Verdi15", e lo sarà sempre, al fianco di chi dice no, di chi lotta, di chi come la Verdi resiste e non si arrende!

giovedì 8 novembre 2012

Verdi Quindici, presente!


L'avevamo detto, l'abbiamo fatto. Con la Verdi Quindici Occupata non si scherza: l'abbiamo dimostrato in dieci mesi di occupazione di via Verdi 15 e lo rifacciamo presente a coloro che se ne fossero dimenticati, pensando che una stupida sagra del manganello potesse mettere a tacere una realtà studentesca come la nostra. 'La Verdi Quindici non si tocca, la difenderemo con la lotta' non è solamente il coro che ci ha accompagnato in questa settimana precaria per le strade di Torino e per i corridoi di Palazzo Nuovo Occupato, è stato ed è molto di più: abbiamo trasformato quelle parole in programma politico, in promessa di battaglia fino all'ultimo respiro. Infatti siamo ancora qui, con un nuovo spazio conquistato a due passi dalla nostra via Verdi 15, con addosso la rabbia per uno spazio rubato da politicanti, speculatori e poliziotti ma anche con la consapevolezza piena che la potenza e la forza di un'idea collettiva non sta in quattro mura ma in coloro che le abitano.

A poco più di una settimana di distanza dallo sgombero di via Verdi abbiamo una nuova casa e un nuovo spazio comune in vicolo Benevello, ancora più nel cuore del quartiere dell'Università. Avevamo messo in guardia tutti dal considerare la Verdi Quindici Occupata come un'esperienza conclusa, passata, affossata dal fruscio del manganello, ammorbata dalle chiacchiere della politica, minacciata dall'infamità delle speculazioni. La Verdi Quindici Occupata rappresenta il presente e il futuro di una città che non vuole morire nelle scorribande finanziarie dei poteri che comandano Torino ne tantomeno nelle vetrine mediatiche che la politica confeziona per sopravvivere.

domenica 4 novembre 2012

Ritorno a casa. Dentro la zona rossa di via Verdi 15

'Loro non sapevano che era impossibile e per questo l'hanno fatto'
Mark Twain


Già dalla prima assemblea successiva allo sgombero, a Palazzo Nuovo Occupato, abbiamo chiarito un fondamento del nostro essere in movimento: nessuno si azzardi a utilizzare il verbo passato con la Verdi Quindici Occupata, siamo presente e futuro; non è ovviamente una questione grammaticale ma politica, che immediatamente diventa programma di lotta e resistenza.

Via Verdi 15 dalla mattina del 30 ottobre è circondata dalle molteplici camionette della polizia, dalle numerose forze dell'ordine che proteggono le transenne di acciaio che dovrebbero rappresentare la linea di confine della zona rossa. Guardando la militarizzazione che la questura di Torino ha ordinato lungo tutta l'area della Verdi Quindici Occupata c'è da scommettere che hanno paura delle nostre mosse, e per una volta, fanno bene, questa paura la debbono avere. I residenti della zona possono accedere alle loro case mostrando i documenti, esponendo il certificato di residenza, tutti gli altri debbono fare altri giri. I turisti sono allontanati, non si passa, per andare al Teatro Regio o in Piazza Castello o altrove bisogna fare altri tragitti, e la Verdi Quindici non si può visitare più perchè ora è un fortino della polizia.

Il turismo in via Verdi 15 è un'altra storia, che potrà far sorridere ma che innervosiva tanto un sindacato come il Sap (che qualche mese fa lo brandiva come ragione per lo sgombero), che quindi rappresenta una delle tante pagine scritte dall'occupazione, laddove la socialità e la condivisione non era interpretata dalla Verdi Quindici Occupata come bestemmia, come invece sembra facciano altri signori, in divisa o meno. Le loro città sono tristi e vuote e povere, il che diventa la ragione per la quale perderanno, perchè alla vita differente e dinamica che abbiamo conosciuto in via Verdi 15 non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare.

Appello della Verdi 15. Il diritto allo studio non si sgombera


La Verdi 15 Occupata è stata sgomberata. La mattina del 30 ottobre i reparti della celere torinese, in tenuta antisommossa, sono entrati nella residenza dall'ingresso principale. Sono arrivati verso le dieci del mattino, non hanno dovuto forzare nulla perchè a quell'ora la porta della Verdi era aperta, come sempre. Hanno varcato quella soglia come fossero venuti a studiare in una delle aule studio aperte ventiquattro ore o a seguire una lezione d'italiano o di francese, o a partecipare a un dibattito.

Sono andati a prendere gli occupanti uno a uno. Li hanno radunati tutti tra pianterreno e cortile. Poi hanno diviso italiani e stranieri, a ricordarci che non siamo tutti uguali, come vuole la linea politica del presidente leghista della Regione Piemonte Roberto Cota. Poi hanno isolato chiunque chiedesse spiegazioni o cercasse di tenere alto il morale cantando, a ricordarci che la via più rapida e indolore è perdersi d'animo. Una volta radunati e immobilizzati gli occupanti, sono andati stanza per stanza a distruggere tutto quello che trovavano. Hanno rovesciato il contenuto di frigoriferi e credenze. Hanno smembrato mobili e spaccato finestre. La stampa ha quindi avuto gioco facile per dipingere gli occupanti come dei disadattati che vivevano nel degrado. Del resto si sta bene a Torino d'inverno con le finestre senza vetri, non fa una piega. Del resto se la  magliettina non è più di moda gli si dà un tocco di colore spaccandoci sopra un vasetto di marmellata.

sabato 3 novembre 2012

Verdi 15 in tutta la città!

Oggi, 3 novembre 2012, la Verdi 15 Occupata ha deciso di scendere di nuovo in piazza, per mostrare le attività che si svolgevano abitualmente nei 10 mesi di occupazione e che realmente porta avanti a discapito alle mistificazioni mediatiche di giornali e telegiornali di questi ultimi giorni.
Il 30 ottobre, intorno alle 10 del mattino, le forze dell'ordine sono entrate nella residenza verdi 15 per sgomberarla senza aver dato agli studenti alcun tipo di preavviso, costringendo gli occupanti ad abbandonare forzatamente l’edificio, dopo ore di tensioni e procedure d’identificazione.
Questo sgombero è avvenuto a seguito delle pressioni dell'EDISU, nella persona del suo presidente Trabucco, con la scusante di voler liberare l'immobile per eseguire un'opera di ristrutturazione al fine di poter finalmente restituire la struttura agli studenti aventi diritto.
E' chiaro che però questa non è la realtà, la verità è che la gara d'appalto per la ristrutturazione è stata bloccata, e che l'EDISU a seguito dei tagli al diritto allo studio della Regione Piemonte (corresponsabile di una politica di svendita del patrimonio pubblico in favore di una incalzante privatizzazione) ha preferito investire i pochi fondi a disposizione nella struttura futuristica “Einaudi” trasformata in un albergo a pagamento, piuttosto che sul diritto allo studio, e dallo scorso anno ottomila studenti aventi diritto sono rimasti senza borsa di studio.

venerdì 2 novembre 2012

'Numa, racconti solo balle!': occupata la sede de La Stampa


Oggi la verdi 15 occupata è scesa ancora in piazza, a quattro giorni dallo sgombero portato avanti dall'Edisu e dalla questura, per continuare la mobilitazione per il diritto allo studio conquistato tramite la lotta, l'occupazione e l'autogestione. Lo sgombero non ci ha certo fermati e la nostra lotta riparte dall' occupazione di Palazzo Nuovo.
Oggi abbiamo deciso di puntare il dito contro le bugie che sono comparse su giornali e telegiornali, per bocca dell'Edisu e del suo presidente Trabucco, grazie al supporto di giornalisti che amano infangare le lotte e aiutare chi ci vuole obbligare ad un presente di precarietà, negazione dei diritti, primo tra tutti Massimo Numa de La Stampa.
La prima menzogna da sfatare è che lo sgombero restituirà l'edificio agli studenti: la gara d'appalto per ristrutturare la residenza è bloccata e noi occupanti lo diciamo da tempo. La regione Piemonte non ha intenzione di garantire il diritto allo studio, ma intende solo tagliare le borse di studio, svendere il patrimonio pubblico e privatizzare tutto il possibile. Questa linea politica è evidente nelle dichiarazioni della giunta leghista, mentre lo stop alla gara d'appalto si trova nei documenti pubblici presenti sul sito dell'Edisu.

mercoledì 31 ottobre 2012

Il diritto allo studio non si sgombera! Trabucco, Maccanti, ci riprendiamo tutto!


Dopo lo sgombero di ieri mattina e le iniziative susseguitesi per tutto il giorno, quella di oggi è stata una nuova giornata di lotta da parte di noi studenti e studentesse della Verdi 15 Occupata. Dopo la conferenza stampa e il pranzo popolare a Palazzo Nuovo abbiamo infatti deciso di tornare nelle strade con nuove iniziative e di proseguire con la denuncia dei responsabili di quanto avvenuto ieri mattina. Abbiamo quindi deciso di andare a colpire due sedi dell’Edisu, per sottolineare la pesante responsabilità, lasciata spesso sullo sfondo nelle ricostruzioni dei media mainstream, che l’ente ha avuto nello sgombero della Verdi 15.
Nei mesi scorsi l’Edisu ha sempre tenuto un atteggiamento passivo e indifferente, quando non palesemente complice, rispetto alle politiche di smantellamento del diritto allo studio messe in campo a livello regionale; una posizione, questa, che abbiamo visto definitivamente confermata nella giornata di ieri, con l’autorizzazione, fatta per mano del presidente Trabucco, a procedere all’operazione di sgombero della residenza verdi 15 Occupata.

martedì 30 ottobre 2012

Comunicato in seguito allo sgombero della residenza Verdi 15 Occupata



Stamattina i reparti della celere hanno fatto irruzione all’interno della Verdi15Occupata, cogliendo di sorpresa chi di noi si trovava all'interno della residenza e costringendoci ad abbandonare l'edificio dopo ore di tensioni e procedure d'identificazione, dopo devastazioni di camere e spazi comuni della Verdi.

Da subito si è radunato un presidio di solidarietà al di fuori delle mura della Verdi, pesantemente militarizzato ancora adesso, che presto si è trasformato in un corteo di centinaia di persone che si è snodato tra le vie del centro, determinato più che mai a far sentire la nostra rabbia contro quelli che sono tra i mandanti politici di questo sgombero e della situazione in cui versa la città di Torino.

mercoledì 23 maggio 2012

Sai cos'è la Verdi15?



Dopo essere stati tra i protagonisti della contestazione alla Fornero del 21 aprile, dopo aver fischiato un sindaco che si presenta al corteo del primo maggio circondato da un manipolo di nervosi celerini, gli studenti e i borsisti della Verd15 Occupata apprendono dai giornali di essere una “succursale dell’Askatasuna”, “autonomi antagonisti” ed “estremisti dei centri sociali”.
La Verdi15 non intende accettare strumentalizzazioni e rifiuta fermamente l’identificazione con qualunque gruppo politico militante. La Verdi15 non è un centro sociale, ma una residenza universitaria autogestita, una comunità in lotta formata da più di sessanta studenti provenienti da tre diversi continenti. La maggior parte di noi ha scelto l’Italia, e in particolare Torino, allettata dall’eccellenza dei suoi poli universitari e dalla promessa di dodicimila borse di studio, improvvisamente tradita.
Ognuno di noi porta con sé la propria lingua, la propria cultura, una sua personale coscienza politica, la propria esperienza di vita. Qualcosa di irriducibile in un’etichetta ad uso e consumo dei politici che non tollerano il dissenso e dei giornalisti al loro servizio. Ciò che ci accomuna è la determinazione nel lottare contro chi, nella Torino che Fassino aveva promesso di trasformare in “città dei giovani”, sta smantellando il diritto allo studio lasciando senza un tetto e senza borsa di studio migliaia di studenti meritevoli, contro chi vuole ritornare ad un università classista, contro chi, complice delle banche, vuole farci indebitare con i prestiti d’onore.
Per questo la Verdi15 sarà sempre in prima linea contro tutti i burocrati, i “tecnici” e i politicanti che stanno sacrificando il nostro futuro sull’altare della loro crisi. Ma la nostra lotta non si esaurisce nelle piazze dove i burattini del capitalismo finanziario cercano invano di giustificare la miseria della loro azione. Continua nella nostra quotidianità,  nella condivisione di un percorso che ci ha visto prendere ciò che ci spettava e che ci era stato negato,  passa per la scoperta che il “diritto allo studio” può essere costruito autonomamente, dal basso. Nemmeno il più “Democratico” dei partiti, con il suo corredo di manganelli, potrà cancellare questa esperienza.

venerdì 11 maggio 2012

Avere vent'anni in Italia, per noi significa lottare. Contestato il ministro Profumo, la polizia carica gli studenti!


In occasione di un convegno intitolato "Avere vent'anni in Italia" a cui sono stati invitati i tecnocrati dell'austerity Profumo, Fornero e Monti, noi studenti e borsisti della Verdi 15 Occupata abbiamo deciso di contestare la loro presenza organizzando sia un presidio all'esterno della sala del Lingotto in cui si teneva il convegno, sia prendendo parte allo stesso e contestando il ministro dall'interno.

Un gruppo di occupanti è infatti riuscito ad accedere alla platea della sala da cui, quando il ministro Profumo ha preso parola, si è alzato a suon di fischietti, srotolando uno striscione e intervenendo al megafono per porre all'attenzione di tutti le ragioni della contestazione. Gli studenti e le studentesse sono stati immediatamente allontanati dalla sala -sappiamo bene quanto non piacciano le contestazioni al ministro Profumo e soci- ma, per nulla intimoriti, hanno continuato a gridare le ragioni della nostra protesta, raggiungendo poi coloro che presidiavano l'esterno dell'edificio. Una volta riuniti ci siamo mossi in corteo all'interno del Lingotto per raggiungere un ingresso secondario della sala; quest'iniziativa ha immotivatamente scaldato a dismisura gli animi di polizia e carabinieri che da quel momento hanno iniziato a caricare a suon di manganelli, procurando diversi contusi tra i manifestanti. Dopo le cariche, il presidio si è quindi trasformato in un corteo per le vie adiacenti il Lingotto, concludendosi con un blocco del traffico in via Nizza e momenti di speakeraggio alla presenza di numerosi gruppi di cittadini solidali con le ragioni della nostra protesta.
Oltre che per ribadire la richiesta che quattro mesi fa ci ha spinti ad occupare la residenza universitaria di via Verdi 15 -il reintegro totale dei fondi regionali destinati al diritto allo studio- la giornata di ieri è stata l'ennesima occasione, e non sarà certo l'ultima, per esprimere il nostro rifiuto nei confronti di una casta politica impostaci da banche e poteri finanziari, che altro non fa se non gli interessi di quei pochi che hanno causato la crisi che noi tutti paghiamo quotidianamente e che vorrebbero continuare a farci pagare chiedendoci pazienza, spirito di sacrificio e silenzio di fronte allo scempio sociale che stanno compiendo. Ovviamente all’incontro di ieri non c’era, il professor Monti e la sua collega dal cuor gentile Fornero: sembra essere particolarità comune nel tecnico team italo-europeo che ci governa evitare il più possibile ogni forma di contestazione. Se possibile non presentandosi direttamente agli appuntamenti pubblici maleodoranti di protesta sociale, se proprio inevitabili condendo questi appuntamenti di abbondanti quantità di manganelli sulle persone che manifestano la loro sacrosanta rabbia contro chi le sta privando giorno dopo giorno di ogni forma di diritto e dignità.
Profumo banalizza, ‘non si può essere tutti d’accordo’ dice lui, riferendosi alla nostra contestazione dentro e fuori la sala del convegno. Senza spender troppe parole sulla cifra del commento, specchio del valore che l’ex-rettore da alla gravità della situazione che col nostro contestare portiamo alla luce, ci sembra doveroso controbattere alla dichiarazione del ministro ricordandogli che siamo noi quei ventenni su cui lui, Fornero e professori vari tagliano e cuciono, siamo noi i ventenni con un presente precario ed un futuro che non esiste e dunque siamo noi a dovere, volere e pretendere di decidere sulle nostre vite!
Vi abbiamo contestato ieri, l'abbiamo rifatto oggi, ci saremo anche domani!

sabato 21 aprile 2012

Lacrime di coccodrillo, profumo d'austerity: la contestazione ai ministri Fornero e Profumo

Oggi, 21 Aprile, i ministri Fornero e Profumo hanno preso parte ad un convegno sulle scuole paritarie nella nostra citta’. Ad attenderli c’era un presidio di studenti, lavoratori e precari determinati a contestare la loro sgradita presenza e le loro politiche di smantellamento dei diritti e di progressivo peggioramento delle condizioni di vita di lavoratori e studenti .
Come Verdi 15 abbiamo partecipato al presidio per ribadire ancora una volta al ministro Profumo la nostra contrarieta’ alla riforma dell’universita’ e ai tagli all’istruzione. Gia’ nel mese di febbraio, durante l’inaugurazione dell’anno accademico, avevamo fatto sentire la nostra presenza sotto la sede del conservatorio, ma il pluricontestato ministro non si era presentato. Durante il presidio abbiamo ribadito piu’ volte come le politiche portate avanti da Profumo si pongano in perfetta continuita’ con l’opera di smantellamento e privatizzazione dell’istruzione pubblica gia’ iniziata dai precedenti governi e come queste colpiscano trasversalmente tutti i soggetti che la vivono, da noi studenti agli insegnanti precari.

giovedì 29 marzo 2012

29 marzo: giornata per il Diritto allo Studio

Informazione in Università, Flash-mob all'Ufficio Tasse, raccolta firme e concerto sotto alla Regione


Questa mattina noi studenti e studentesse per il diritto allo studio abbiamo aperto la giornata di mobilitazione indetta per quest’oggi con un’iniziativa all’ufficio tasse dell’Università di Torino, luogo in cui in questi giorni, come ogni anno, ci ritroviamo ad assolvere l’odioso compito di sborsare cifre sempre più alte in cambio di servizi sempre più scadenti, quando non inesistenti.
Chi vive quotidianamente l’università sa bene come corsi che non partono, edifici fatiscenti, problemi e disservizi di ogni sorta siano ormai all’ordine del giorno; per questo motivo non siamo disposti ad accettare che i costi di un’università che, per far fronte alla crisi, è sempre più sottoposta a logiche di privatizzazione e profitto, vengano scaricati sulle nostre spalle, così come contestiamo l’intervento sempre più massiccio di banche e privati all’interno dei nostri atenei.
Siamo quindi entrati all’ufficio tasse per un’azione di sensibilizzazione, spiegando le ragioni che ci portavano lì e distribuendo alcune banconote finte con raffigurati i responsabili di questa crisi, chiedendo che siano loro a farsi carico dei sacrifici che ci vengono chiesti e delle cifre esorbitanti che dobbiamo sborsare per le tasse universitarie.
Un’azione che è stata accolta positivamente dai tanti studenti e studentesse che si trovavano in coda agli sportelli dell’Ufficio tasse e che ben conoscono le problematiche che abbiamo denunciato nel corso dell’iniziativa.

Solidarietà dalla Verdi 15 all' Ex-Skorpio di Urbino

Solo un mese fa scrivevamo e facevamo arrivare forte la nostra solidarietà agli studenti e alle studentesse di Pisa, in seguito allo sgombero di via La Pergola (esperienza d'occupazione che abbiamo avuto l'occasione di incontrare anche qui a Torino dentro il ciclo di lotte per il diritto allo studio), oggi ci teniamo a fare lo stesso con gli occupanti dell'Ex-Skorpio di Urbino, spazio sociale occupato solo sabato scorso e già celermente sgomberato dalle forze dell'ordine, sotto mandato di istituzioni sorde e prepotenti.
Istituzioni di territori differenti, rappresentate in tipologie difformi, ma accomunate dallo stesso segno del comando, dell'interesse e parte. All'epoca della crisi, nella necessità di riconquistare quegli spazi territoriali inghiottiti dal mercato, la triade in campo è la stessa che si sta combattendo politicamente dappertutto: Comune, Regione e Università. La sostanza non la fanno le impresentabili facce e le denominazioni d'impresa, non vediamo differenza nel silenzio assoldante del Comune di Torino o Urbino, nel menefreghismo dettato dai tagli della Regione Piemonte o Marche, tantomeno nell'esautorata coda di un Edisu o Ersu.

La nostra solidarietà convinta e complice va agli studenti e alle studentesse di Urbino che hanno avuto il coraggio e la forza di compiere quel passaggio in più, con l'occupazione dell'Ex-Skorpio, che ci consente, una volta in più, di sperimentare e capire quale è la direzione da seguire nei territori: quella dell'incompatibilità di metodo e dell'entusiasmo della costruzione d'alternativa, che ci costringe positivamente a mettere a verifica tutto, che ci spinge ad immaginare e collaudare percorsi collettivi che sappiano riconquistare ogni cosa, nuovi spazi differenti saperi e socialità altra, per la concezione e realizzazione di 'bene comune' come paradigma organizzativo di un altro modo di stare assieme e cooperare in avversione a coloro che ci vorrebbero obbedienti e silenti.

Verdi 15 Occupata

lunedì 12 marzo 2012

Assemblea studentesca per una primavera di lotte

Un contributo verso l'assemblea del 14 marzo degli studenti e dei borsisti della Verdi 15 Occupata

A circa quattro mesi dalla sua nomina, il cosiddetto governo di tecnici capeggiato dal presidente Mario Monti, ha già svelato, anche a chi ingenuamente aveva sperato in un cambiamento di rotta della politica italiana verso maggiore equità e giustizia, la sua vera indole di mero strumento nelle mani di banche e capitali, di interessi dettati dall'alto che nulla hanno a che vedere con i reali bisogni della popolazione.
Noi crediamo che del sistema Italia non ci sia veramente nulla da difendere, però non siamo così stupidi da pensare che lo svilpuppo passi per le vie dell'austerità, della devastazione e del saccheggio sociale. Anche il mondo dell’istruzione sta pagando il suo caro prezzo, e lo stiamo pagando noi studenti e borsisti; il ministro Profumo ce lo ricordiamo tutti quando, da rettore del Politecnico di Torino, parteggiava per la riforma più contestata di sempre, quella Gelmini. Gli anni del governo Berlusconi ed i mesi di 'tecnicismi montiani' hanno tracciato un percorso, una linea politica chiara che non da spazio a dubbi di alcuna sorta: l’università ed il mondo della formazione devono essere smantellati, privatizzati e trasformati in beni d’élite. E dunque spalanchiamo le porte alle banche e alle aziende nei consigli di amministrazione universitari, tagliamo i fondi a sostegno delle scuole primarie, lasciamo che gli istituti pubblici cadano a pezzi mentre finanziamo quelli privati, aumentiamo le tasse nelle università, riduciamo all’osso i finanziamenti per il diritto allo studio e perché no, promuoviamo l’indebitamento giovanile attraverso quell’infame formula di vendita di un diritto - quello allo studio - che si chiama prestito d’onore.

domenica 11 marzo 2012

Perchè dalla Verdi 15 Occupata sventola la bandiera NO TAV

Come studenti e borsisti universitari, noi della residenza Verdi 15 Occupata ci siamo trovati a guardare da subito alla lotta No Tav, un po' perché alcuni di noi vi avevano negli anni preso parte, come Jacopo, arrestato per aver partecipato alla resistenza popolare nei mesi estivi e che aspettiamo ancora venga liberato dagli arresti domiciliari in cui è segregato, un po' perché ci apparivano evidenti alcuni legami tra le nostre lotte. Per questo abbiamo deciso di incontrare il Movimento No Tav, di confrontarci con loro e di imparare quello che la loro esperienza può insegnarci.
Le ragioni delle nostre battaglie sono legate a doppio filo, innanzi tutto da un nesso causale poiché solo la lotta contro il Tav può garantire le risorse necessarie per il diritto allo Studio, così
come per la garanzia di altri servizi ed altri istituti di welfare come la sanità, i trasporti locali e la messa in sicurezza delle scuole e del territorio.

venerdì 24 febbraio 2012

Sulla giornata di "caccia al tesoretto olimpico"

Come studenti e borsisti della Residenza Verdi Occupata avevamo organizzato un'iniziativa per la giornata di oggi, intitolata 'caccia al tesoretto', in cui ci siamo recati sotto le sedi della Regione Piemonte e del Comune di Torino per chiedere che il tesoretto di 112 milioni di euro (disavanzo delle Olimpiadi del 2006) che questi enti riceveranno siano impiegati per quanto da mesi chiediamo, e cioè la copertura del totale delle borse di studio per quanti sono risultati idonei a riceverla ma all'oggi non l'hanno ancora avuta a causa dei tagli scellerati di Governo e Regione.
Giunti sotto la Regione, ci siamo visti chiudere la porta in faccia ancora prima che avessimo il tempo di spiegare le ragioni che ci portavano lì; arrivati al Comune, invece, siamo entrati nell'atrio chiedendo di poter tenere una conferenza stampa ma siamo stati buttati fuori dalle forze dell'ordine, che ci hanno allontanati con calci e spintoni.
Questa la risposta che abbiamo avuto da parte di Cota e Fassino e da tutti coloro che in questi mesi hanno dichiarato di volersi impegnare per la causa delle borse di studio, ma che all'oggi non hanno dato nessun tipo di risposta concreta e, anzi, nella giornata di oggi hanno dimostrato di non voler avere nessun confronto con gli studenti e le studentesse che reclamano il proprio diritto a studiare.

Di seguito il volantino che abbiamo distribuito nel corso dell'iniziativa:

venerdì 17 febbraio 2012

Alla verdi parte l'autoformazione!

E' iniziato giovedì, un gruppo di autoformazione per acquisire, condividere e creare insieme un sapere che non sia quello necessario per essere buttati sul mercato del lavoro cognitivo ma un "sapere altro".
L'ambito che si è scelto di studiare è quello economico perchè forte è l'esigenza da parte nostra di conoscere il sistema economico che nell'esperienza quotidiana mostra la sua ingiustizia e la sua inadeguatezza a creare e diffondere benessere e felicità. Abbiamo deciso studiarlo e di costruire insieme un sapere di parte che scardini i discorsi dominanti che sostengono logiche di sfruttamento ed iniquità e per farlo ci siamo proposti di affrontarlo con un approccio multidisciplinare e sistemico.
L'appuntamento quindi è per ogni mercoledì alle 21 alla verdi 15.

Chi siamo e che sapere vogliamo? + Report del primo incontro


lunedì 6 febbraio 2012

[6 febbraio] foto video e resoconto della giornata!

Questa mattina si è svolta l'inauguarzione dell'anno accademico, noi c'eravamo, per protestare contro i tagli al diritto allo studio e contro la distruzione dell'università. Nonostante il "governo dei professori" l'innaugurazione si è svolta in una piazza bodoni blindata dalla polizia che non ha esitato a caricare gli studenti e i lavoratori dell' università che cercavano di avvicinarsi alla cerimonia di innaugurazione.




Di segiuto alcune foto, i video ed il resoconto della giornata.

sabato 4 febbraio 2012

La Verdi occupata sta con il movimento No Tav! Il movimento No Tav sta con la Verdi occupata!


Una settimana fa, alla Verdi 15 occupata, lo schiaffo della procura di Torino contro il movimento NO TAV ha svegliato anche noi all'alba: uno nostro compagno, Jacopo, è stato inghiottito nell'operazione del procuratore Caselli. Solidarizzare con il movimento per noi è stato obbligato nella misura in cui riteniamo la solidarietà un pratica importante e non scontata, motivata dalla reciprocità e comunanza di battaglie sociali che certo ci vedono impegnati su fronti differenti, ma che, crediamo, debbano essere connesse e condotte insieme.

A tre settimane dall'occupazione, in cui si sono succedute assemblee, iniziative e momenti quotidiani di vita collettiva, noi della Verdi occupata, che andiamo costituendoci sempre più come comunità in lotta, non possiamo che guardare al movimento No Tav ed alla sua ventennale esperienza di battaglia sociale, organizzata dal basso e partecipata attivamente da una comunità intera; perchè riteniamo ciò inevitabile, doveroso e sicuramente un ottimo esempio dal punto di vista politico ed organizzativo.

giovedì 2 febbraio 2012

Verso la manifestazione del 6...


Appello per un 6 febbraio di lotta: dietro la cerimonia, università in macerie






Stare in movimento è un processo collettivo, impegnativo ma indispensabile per riuscire a condurre e vincere le battaglie che - innanzitutto sul terreno dell'università e del lavoro - la fase di crisi nostrana ha accelerato e fatto diventare imprescindibili per salvaguardare e cambiare il sistema formazione, ridotto in macerie dalle riforme e politiche dei governi di ogni colore, dalla Zecchino-Berlinguer alla Gelmini.

Per questo il 31 gennaio 2012 ci siamo trovati in assemblea alla Verdi 15, residenza occupata da borsisti e studenti contro i tagli e le politiche di dismissione dell'Edisu comandate dalla Regione Piemonte. Assemblea convocata per discutere ed organizzare collettivamente la giornata del 6 febbraio, coinvolgendo e chiamando a raccolta tutti i soggetti dell'Università e del Politecnico di Torino: studenti, borsisti, lavoratori, precari, ricercatori, dottorandi, etc.
Appuntamento, quello dell'assemblea, che abbiamo ritenuto fondamentale, per costruire insieme ed unitariamente una risposta alla velleità cerimoniale dell'Università di Torino, che vuole andare ad inaugurare un anno accademico in pompa magna, nel Salone del Conservatorio di piazza Bodoni, in compagnia dei ministri dell'austerità, Francesco Profumo, Elsa Fornero e Renato Balduzzi.